Molfetta, terra di allenatori

Il trionfo di Pasquale De Candia: «Era impensabile, ora deve essere l’inizio»

Dopo lo 0-2 contro l'Afragolese, la rimonta e la vittoria ai calci di rigore alla guida dell'Omnia Bitonto. "Le dedico alla mia famiglia"

Calcio
Bitonto lunedì 11 giugno 2018
di La Redazione
Pasquale De Candia con Nicola Ragno e Angelo Carlucci
Pasquale De Candia con Nicola Ragno e Angelo Carlucci © n.c.

C’è una Molfetta che sa vincere. Soprattutto che sa insegnare a vincere. A testa alta e con parole chiare, alternando consigli tattici e parole preziose come una scossa. Dopo Nicola Ragno e Angelo Carlucci, il terzo allenatore a conquistare una promozione quest’anno è Pasquale De Candia. Al timone della sua Omnia Bitonto ha sconfitto l’Afragolese per 2-0 nella gara di ritorno della finale playoff di Eccellenza. Un risultato che ha pareggiato lo 0-2 dell’andata, e che ai calci di rigore ha assunto i contorni dell’impresa grazie alla lotteria dei calci di rigore.

Qui però di fortuito e casuale c’è zero. Qui c’è programmazione e preparazione, ci sono lavoro sul campo e nervi saldi. “Questo successo per me vale tantissimo – afferma Pasquale De Candia – a maggior ragione dopo la grossa delusione dello scorso anno. La nostra è una società giovane, ha 10 anni di vita ed è bello averle dato questa grande soddisfazione”.

Anche per lui in realtà è la primissima vittoria da allenatore. Da secondo di Nicola Ragno ha fatto incetta di titoli. Poi, però, a un certo punto arriva il momento di camminare da soli, di cercare autonomamente la via del trionfo. Ci vuole personalità, dote di cui di certo De Candia non difetta. Sin da quando il calcio lo giocava. Il classico allenatore in campo, poi diventato “mister” vero.

“Ma per me non è un traguardo – prosegue – Va bene per l’immediato, però tutto sommato rappresenta un tassello nella carriera. Ora non cambierà nulla, devo solo continuare a lavorare e a dimostrare di saper fare il mio. Un aggettivo per definire la vittoria? Impensabile. Ci speravo ma ero tutt’altro che sicuro di riuscirci”. Il momento chiave è arrivato dopo la sconfitta di Vieste. In quei casi il rischio è rimanere tramortiti, invece giocatori e allenatore si sono guardati in faccia e hanno individuato la rotta giusta. Sarà per questo che, dopo un cammino così lungo e articolato, è limitativo parlare di impresa. “All’andata – dice ancora – abbiamo giocato anche meglio di oggi. Abbiamo capito che avremmo potuto farcela nonostante lo 0-2. Con l’aiuto e per la gioia dei nostri tifosi. Questa è una piazza particolare, la nostra società ha attorno famiglie e bambini. È un calcio diverso dal solito, da come solitamente lo intendono”.

Una vittoria speciale in un ambiente speciale. “La dedico alla mia famiglia, al mio staff, alla società, a tutti dal primo all’ultimo. Il messaggio più bello? I primi due abbracci che ho ricevuto: quello di mia moglie e quella di Nicola”. Ragno, il suo vecchio maestro. Ora De Candia è anche più di un allievo.

Lascia il tuo commento
commenti