La periferia al centro dell'attenzione

"Ignoti alla città", da oggi il cinema documentario italiano protagonista a Bitonto

Per quattro giorni, fino al 7 luglio, si svolgerà presso la Villa Sylos la rassegna cinematografica dedicata alla regista pugliese Cecilia Mangini

Cultura
Bitonto mercoledì 04 luglio 2018
di La Redazione
"Il mondo o niente", il mediometraggio © n.c.

Torna questa sera “Ignoti alla città'. La periferia si fa racconto”, iniziativa realizzata con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”. Il progetto è a cura di Cooperativa Camera a Sud, in partenariato con la Cooperativa Ulixes, con il patrocinio del Comune di Bitonto e la collaborazione di ComunicareilSociale.it.

La rassegna dedicata al cinema documentario italiano, omaggio alla regista pugliese Cecilia Mangini, da molti considerata la “madre” del documentario italiano, si svolgerà a Bitonto presso Villa Sylos (La contessa) fino a sabato 7 luglio e presenterà, in quattro giornate, opere visive e filmiche firmate da giovani registi e autori italiani, pugliesi e non solo, per raccontare la periferia.

La rassegna - che ha avuto la sua prima edizione nel 2002 ed è per la seconda volta a Bitonto - oltre alla programmazione filmica, comprende l’allestimento di un museo visuale di quartiere realizzato a conclusione della residenza artistica e della call fotografica che precede le giornate di rassegna.

Il museo visuale sarà inaugurato oggi, durante la prima giornata della rassegna, alle 19.30 e sarà visibile durante tutte le giornate di apertura di Villa Sylos.

L’installazione visiva “Fusciatinn what?” nasce da un lavoro di ricerca sulla zona 167 della città di Bitonto. I materiali dell’installazione sono frutto del lavoro sul campo condotto da un gruppo di giovani artisti visuali che per un mese ha vissuto nella periferia bitontina, incontrato gli abitanti del quartiere, mappato i luoghi significativi e raccolto materiali fotografici e non, tenuto un workshop aperto a residenti e curiosi. Anche gli spazi espositivi del museo sono l’esito del laboratorio artistico/artigianale: dispositivi leggeri e artefatti che rimandano al progetto di narrazione che si vuole consegnare al territorio.

Lo staff artistico che ha guidato la residenza è composto dai registi Pierluca Ditano e Michela Tomasi, dal fotografo Luca Vianello, dallo scrittore Marco Montanaro e dal designer Giuseppe Frisino.

Oltre alla visita del museo visuale, la rassegna presenta un programma, interamente ad ingresso gratuito, di proiezioni e mostre fotografiche. I film, lungometraggi e cortometraggi sperimentali, raccontano la periferia nelle sue diverse sfaccettature attraverso lo sguardo di giovani registi talentuosi del panorama cinematografico nazionale e pugliese; ogni giornata della rassegna avrà come ospite un regista, autore della pellicola in programma, che introdurrà la proiezione; interverranno infatti, dal 4 al 7 luglio le registe: Chiara Caterina, Cecilia Bozza Wolf, Martina di Tommaso, Sabrina Iannucci e Margherita Panizon.

La prima proiezione sarà “Il mondo o niente”, mediometraggio di Chiara Caterina che interverrà per incontrare il pubblico. “Il mondo o niente” è un tentativo di raccontare uno dei tanti sud Italia, un sud isolato ed allo stesso tempo iper-connesso, un sud fatto non soltanto di veli neri, processioni, terre d'argilla e villaggi arroccati su colline spoglie, un sud che non è soltanto quel "mondo di sotto" raccontato da Carlo Levi. Quest'altro mondo ci è molto vicino ed è attraversato da una modernità che si scontra e cortocircuita con arcaismi idealizzati: contadini adolescenti usano con la stessa dimesti-chezza un iPhone 6 e forbici da potatura, i lupi rispondono a richiami emessi da un megafono in alta montagna e mentre antenne satellitari si connettono solennemente allo spazio lontano un giacimento petrolifero getta un'ombra minacciosa sulle acque di un lago.

Ci sarà un evento speciale nella giornata del 5 luglio: il progetto multimediale “LOOKING FOR ODISSEO journey to the invisible frontier” (2016), un viaggio non convenzionale a bordo dell’Acquarius per raccontare l’incontro con chi migra e con chi soccorre i rifugiati nel Mar Mediterraneo, raccontato dall’autore, il documentarista Luca Capponi.

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