Fatto gravissimo

Rissa in via Pasculli, il racconto della vittima: «Salvo grazie alle forze dell'ordine»

La vicenda, che ha visto come protagonisti solo minorenni, poteva finire peggio. E la vittima lamenta l'indifferenza della gente

Cronaca
Bitonto giovedì 05 luglio 2018
di La Redazione
Aggressione
Aggressione © n.c.

Una battuta fra conoscenti mal interpretata, uno spintone, i primi due pugni, e di lì in poi il caos.

A distanza di qualche ora dall'aggressione subita, parla in esclusiva per i lettori di BitontoLive la vittima dell'aggressione avvenuta martedì sera tra via Pasculli e piazza Cavour, nel cuore della movida bitontina.

Come spiegatoci dalla vittima, «erano le 21.45 circa quando, assieme ad un mio amico, sostavo nei pressi di via Pasculli. Guardavamo un video sul telefonino, quando sono stato avvicinato da un ragazzo, mio conoscente. È bastata una battuta riguardante la sigaretta che stava fumando e che aveva fatto cadere per terra a scatenare la sua ira. Ira che lo ha portato dapprima a spintonarmi e poi a colpirmi con un pugno. D'istinto, nel tentativo di difendermi, ho reagito anch'io con un pugno, colpendolo. Di lì in poi, il caos. Ho sentito schiaffi, calci e pugni piovermi ovunque, da quattro o cinque individui. Spaventato ed in cerca di aiuto, sono corso su via Matteotti circoscrivendo il palazzo adiacente, tornando su piazza Cavour, e provando a ripararmi in uno dei bar della zona quando, mentre ero ancora sull'uscio, sono stato raggiunto nuovamente dal branco, stavolta aumentato numericamente. Da subito, mi hanno inizialmente preso per un braccio e, mentre tornavamo su via Pasculli, hanno ripreso a picchiarmi. Fra di loro, vi era anche un ragazzo col quale avevo già avuto disguidi in passato, per questioni riguardanti l'ingresso ad una serata in discoteca.

Non so quanto il fato ci abbia messo del suo, fatto sta che una volante della Polizia di Stato, in quello stesso istante, stava attraversando piazza Marconi. Alla vista della volante, i miei aggressori, impauriti, sono scappati. La volante, avendo notato qualcosa di strano, si è messa subito sulle tracce degli aggressori, i quali però si erano già dileguati dalle stradine del centro storico. Io, liberatomi, ho ripreso ad incamminarmi verso il centro della piazza, in cerca di soccorso. Soccorso che mi è stato prestato da una conoscente con dei fazzolettini, che mi hanno permesso di tamponare il sangue che perdevo dal naso. Nel frattempo sul posto è giunta anche la pattuglia dei Carabinieri, ai quali ho raccontato tutto l'accaduto. Successivamente ho allertato la mia famiglia, con la quale mi sono recato in ospedale dove, per fortuna, non mi è stato riscontrato nulla di grave e di rotto».

Una vicenda dunque, che rasenta i confini dell'assurdo, se si considera che tutti gli aggressori, sono dei minorenni.

C'è un lato ancor peggiore però, di tutta la vicenda, e che si concretizza nell'indifferenza della gente. L'indifferenza più assoluta da parte dei ragazzi e degli adulti presenti sul posto, i quali non hanno minimamente accennato a frenare l'aggressione.

Un aspetto questo, che forse ferisce ancor più dell'aggressione stessa. «È brutto da dirsi, ma vedere che fra centinaia di persone presenti, e di tutte le età, assolutamente nessuno è venuto in mio soccorso, fa veramente male. So che in quei casi la paura prevale più di tutto, però è un aspetto che deve lasciar riflettere». Riflessioni che si espandono quasi inevitabilmente, anche al timore che l'aggressione, senza il pronto intervento delle forze dell'ordine, avrebbe potuto anche assumere contorni più drammatici e che, ciò che resta dopo, è solo una più che giustificabile paura.

«In quei momenti ti passa di tutto per la mente e, inevitabilmente, la paura più grande è che le cose possano assumere da un momento all'altro contorni davvero molto più gravi. A mente fredda si realizza davvero di aver sfiorato gravissime conseguenze fisiche, se non si fosse presentata quella pattuglia. Ora, purtroppo, ma allo stesso tempo credo sia normale, temo qualche ripercussione nei miei confronti. Spero solo che venga fatta giustizia»

.

Lascia il tuo commento
commenti