Riqualificazione delle periferie

Stop a fondi periferie, 'Italia in Comune Puglia' pronta a dar battaglia

In Puglia verrebbero bloccati fondi per circa 45 milioni di euro

Attualità
Bitonto venerdì 10 agosto 2018
di La Redazione
Periferia
Periferia © n.c.

Italia in Comune Puglia ha espresso il suo disappunto sulle voci, sempre più insistenti, del ‘congelamento’ dei fondi per i programmi di riqualificazione delle periferie, per i quali sarebbero a rischio i progetti di 96 Comuni in Italia.

In Puglia, verrebbero bloccati fondi per circa 45 milioni di euro che non si tradurranno in opere, almeno non nell’immediato come gli Enti Locali avevano progettato candidandosi a bando; - ha commentato Vincenzo Gesualdo, coordinatore regionale di partito - non erogare queste risorse riesce, addirittura, a essere un doppio errore: non solo perché impedisce l’avvio di un percorso che mira a riqualificare aree periferiche, ma non per questo di serie B, delle nostre città (in Puglia, possiamo citare tre capoluoghi di provincia come Foggia, Brindisi e Taranto), in secondo luogo perché, si sa, l’investimento non si esaurisce nell’immediato con la realizzazione dell’opera, ma genera altro investimento, lavoro, progresso. Tutti effetti che non si produrrebbero con lo stop all’accesso alle risorse, paventato dal Governo. Senza contare che alcuni Comuni avevano già investito risorse per partecipare a quel bando, progettarlo o, addirittura, per iniziare le procedure di affidamento della gara”.

“Noi della Città Metropolitana di Bari possiamo ritenerci ‘fortunati’ dal momento che, la collocazione di primi in assoluto nella graduatoria nazionale, ci mette al riparo dall’eventualità di essere interessati da decisioni dell’ultim’ora, - ha commentato Michele Longo, esponente di Italia in Comune e Sindaco di Alberobello - tuttavia, da primo cittadino, comprendo benissimo il disagio di quei colleghi che, oggi, si trovano dinanzi alla possibilità di un improvviso diniego. Non è normale vedersi bloccare l’accesso a fondi su cui si è fatto affidamento, dopo averne ottenuto garanzia. Anche perché, davanti ai cittadini, chi sarà ritenuto responsabile per la mancata realizzazione delle opere sarà, come sempre, il sindaco”.

Dalla segreteria del partito, si annuncia, quindi, battaglia: “Siamo pronti a firmare la diffida indirizzata alla Presidenza del Consiglio se questa ipotesi dovesse divenire reale, come già annunciato dal Presidente Anci e, in genere, ci schiereremo al fianco di quei Comuni interessati da un’eventuale decisione del Governo di revoca di quelle risorse che si tradurrebbe, automaticamente, nella mancata realizzazione di nuove opere e nell’impossibilità di offrire servizi ai cittadini”.

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