“Su te sia pace!”

Il Papa e i patriarchi, preghiera per il Medio Oriente

Da «arco di guerra» a «arca di pace». A Bari l’incontro tra Francesco e i capi delle chiese delle comunità cristiane

Attualità
Bitonto domenica 08 luglio 2018
di Lorenzo Pisani
Papa Francesco legge il messaggio sul sagrato della basilica
Papa Francesco legge il messaggio sul sagrato della basilica © BariLive.it

“Su te sia pace!” recita il Salmo 122. Un testo che a Bari il 7 luglio è risuonato più volte, dal lungomare alla Basilica di San Nicola, e da lì ha preso il largo nel Mediterraneo, fino a giungere in Medio Oriente.

«Terra di gente cha lascia la propria terra» ha ricordato Papa Francesco durante la preghiera ecumenica. Con il Pontefice, sull’altare affacciato sul mare, i patriarchi delle chiese delle comunità cristiane mediorientali.
Uniti hanno visitato la basilica che accoglie le spoglie di San Nicola, il vescovo di Myra, venerato in Occidente e in Oriente. Uniti hanno acceso la lampada uniflamma, segno dell’unica fede cattolica e ortodossa e si sono raccolti in preghiera di fronte a 70mila fedeli. Canti antichi, invocazioni in italiano, inglese, francese, greco, arabo, armeno e assiro in nome di quella pace, ha ricordato il Papa, «che i potenti in terra non sono riusciti ancora a trovare». Uniti si sono raccolti all’interno della basilica, seduti intorno a un tavolo, senza distinzioni di priorità.

«Dal corso del Nilo alla valle del Giordano e oltre, passando per l’Oronte fino al Tigri e all’Eufrate», la culla della fede oggi cerca una pace coperta da «una fitta coltre di tenebre: guerra, violenza e distruzione, occupazioni e forme di fondamentalismo, migrazioni forzate e abbandono – ha ricordato Francesco – il tutto nel silenzio di tanti e con la complicità di molti».

«E c’è il rischio che la presenza di nostri fratelli e sorelle nella fede sia cancellata, deturpando il volto stesso della regione, perché un Medio Oriente senza cristiani non sarebbe Medio Oriente».

Gerusalemme, «sulla quale ancora il Signore piange» e la «martoriata» Siria due luoghi simbolo di un territorio colpito dalla piaga della guerra. «Guerra – ha sottolineato il Papa nel testo pronunciato al termine dell’incontro in basilica – figlia del potere e della povertà», che si sconfigge «rinunciando alle logiche di supremazie e sradicando la miseria».

«Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!». Esclamazioni che hanno assunto carattere globale quando hanno sferzato quella «sete di guadagno che non guarda in faccia a nessuno pur di accaparrare giacimenti di gas e combustibili, senza ritegno per la casa comune e senza scrupoli sul fatto che il mercato dell’energia detti la legge sulla convivenza dei popoli».

Un Medio Oriente oggi «arco di guerra» cui Francesco e i patriarchi, riuniti in preghiera a Bari, hanno contrapposto l’immagine di «arca di pace». L’auspicio si è levato in volo con le colombe liberate dai bambini sul sagrato. «Unità» ripetevano in coro i fedeli.

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